Consigli (non tecnici) ed errori da evitare nella creazione di una landing page

Se stai pensando di creare una landing page ma non sai da dove partire o se ne hai creata una ma non converte come vorresti, nell’articolo di oggi voglio darti qualche mio spunto personale, frutto di anni di esperienza, per la creazione di una landing page efficace. Andremo quindi a vedere quali sono i “must” che deve assolutamente possedere e quali sono gli errori che devi evitare assolutamente.

Iniziamo.

Landing page non significa nulla: squeeze, sales o ibrida!

Landing page tradotto dall’inglese significa letteralmente pagina di atterraggio. Si tratta della pagina in cui un potenziale cliente atterra a seguito del click su un annuncio di una campagna ads, dai risultati in SERP di Google, dall’invio di link diretto attraverso mailing list o altri strumenti, o dai canali social e chi più ne ha ne metta.

Ma in realtà il termine landing page è troppo generico, la verità è che a seconda dell’azione che vogliamo far compiere al potenziale cliente si parla di:

  • Squeeze page. Si tratta di una pagina “spremi nomi”, così la chiamava il mio maestro in materia, è solitamente abbastanza breve racchiude una serie di bullet con i benefici (lista puntanta ma anzichè mostrare il classico pallino tondo si usano ad esempio i simboli di spunta di colore verde) ed a fronte di un omaggio che sia uno o più video, un ebook, un audio, un free trial, o qualsiasi altro omaggio si chiedono in cambio alcuni dati all’utente, solitamente nome ed email. A seguito della registrazione il potenziale cliente verrà iscritto ad una mailing list e nutrito ed educato attraverso appositi follow up che porteranno poi alla vendita.
  • Sales page. Per definizione è la pagina di vendita, è generalmente più lunga di una normale squeeze page e richiede capacità di copy più elevata rispetto ad una semplice squeeze. L’obbietivo è quello di portare il cliente ad acquistare un servizio o un prodotto, oppure ad essere ricontattato per ricevere maggiori informazioni (molto usato questo modello per i corsi high ticket).
  • Pagine ibride tra le due versioni precedenti. La versione della landing page ibrida unisce i due casi precedenti. La trovo adatta per chi ha un traffico misto, ovvero tra persone formate e pronte ad acquistare e persone che entrano per la prima volta nel sito e quindi hanno bisogno di maggiore tempo per prendere la decisione.

Fatta questa dovuta premessa vediamo altre caratteristiche che una landing page deve avere.

Quanto deve essere lunga una landing page?

Una delle domande che mi capita di leggere più spesso è legata alla lunghezza della landing. La mia risposta è sempre la stessa, ovvero:

“Una landing page deve essere lunga quanto basta per dare tutte le informazioni fondamentali affinchè chi la naviga possa essere incentivato alla call to action”.

Personalmente non amo pagine lunghissime ma questo non significa che non siano utili se scritte con rigore di logica, in particolare bisogna valutare cosa stiamo offrendo, nel caso di un prodotto low cost saranno sufficenti pochi paragrafi, se invece stiamo vendendo un corso con quota d’iscrizione da Xmila euro allora sarà necessario un copy molto più esaustivo in grado di anticipare e rispondere a tutte le eventuali obiezioni che scattano nella mente del nostro potenziale cliente.

La struttura di una buona landing page

Una buona landing page per quanto mi riguarda deve sempre seguire una struttura “standard” e deve evitare assolutamente degli errori grossolani che possono ridurre notevolmente il tasso di conversione di quest’ultima, andiamo a vedere quindi prima uno ad uno quali sono i punti che una buona landing page deve avere e quali sono gli errori da evitare assolutamente.

Headline d’impatto

Ogni landing page che si rispetti inizia con una headline d’impatto. Con il termine d’impatto intendo sia visivamente (tipograficamente) sia in termini emozionali, il messaggio del titolo principale deve dare al lettore la voglia di proseguire e deve catturare sin da subito la sua attenzione. L’headline compare in un area che tecnicamente viene definita “above the fold” ovvero l’area subito visibile dopo il caricamento della pagina che non necessita di alcun tipo di scroll.

La presentazione iniziale

Il secondo blocco che una valida landing page deve avere è quello che definisco di presentazione iniziale. In quest’area l’autore si presenta in termini generali e introduce il lettore a quello che sta per arrivare dopo. Quest’area la reputo un mix tra copy e storytelling.

La definizione del problema

Dopo aver introdotto l’argomento è bene iniziare a parlare del problema, sviscerare ogni sfaccettatura di quest’ultimo, far percepire al potenziale cliente che ci siamo passati e che conosciamo a fondo la materia. Questo ti permetterà di creare un empatia con il potenziale cliente, che sarà pronto ad offrirti la sua fiducia.

La scoperta della soluzione

La quarta parte di una buona landing è la scoperta della soluzione, il blocco precedente ci è servito appunto per introdurre questa sezione. Parla di come sei giunto alla soluzione del problema, che test hai fatto, che risultati hai ottenuto e come pensi di migliorare ulteriormente il tutto in futuro.

Contenuto dell’offerta

Eccoci giunti quindi ad un punto cruciale della nostra landing page, il contenuto dell’offerta. Sviluppalo attraverso liste di bullets, a moduli o come meglio preferisci, l’importante è che sia ben ordinato e che l’utente capisca rapidamente cosa gli stai offrendo. Se ad esempio ci troviamo davanti ad un infoprodotto formato da manuali ebook, video, mappe mentali, consulenza skype, ecc., specifica bene la valutazione di ogni singolo servizio questo ti tornerà utile in seguito nel momento in cui dovrai dichiare il prezzo dell’offerta facendo percepire un valore maggiore (conti alla mano) rispetto il prezzo richiesto.

Aggiungi dei bonus

Aggiungi dei bonus esterni ma strettamente correlati al prodotto principale, anche in questo caso associa un prezzo ad ognuno di essi.

La riprova sociale: le testimonianze

La riprova sociale è di fondamentale importanza quando facciamo acquisti. La sezione delle testimonianze è un elemento cruciale di una buona landing page. Le persone prima di fare acquisti vogliono sapere cosa dicono altre persone, non vogliono essere loro i primi a lanciarsi. In tal senso le testimonianze assumono un ruolo importante ed ovviamente devono essere reali, possibilmente correlate se possibile da foto, nome, cognome, professione e sito web (non cliccabile) dell’utente che ha lasciato una recensione.

Se il tuo servizio o prodotto è nuovo considera prima del lancio vendita di regalare il tuo prodotto o far provare il tuo servizio magari a degli influencer della nicchia di mercato a cui ti stai rivolgendo.

Garanzia solida, soddisfatto al 100%

La garanzia è insieme al punto precedente secondo me uno degli aspetti che tende a far convertire di più un potenziale cliente in cliente. Questo perchè il potenziale cliente si sentirà tutelato al massimo, infatti garanzie che esplicitano chiaramente “Se per qualsiasi motivo non fossi soddisfatto, ti basterà inviarci una mail entro 30-60-90 giorni e ti restituiremo l’intera somma versata” faranno solo del bene alle nostre vendite, in particolare se siamo sicuri che il nostro prodotto o servizio sia al di sopra delle aspettative generate.

Inoltre il titolo di questo paragrafo non è messo a caso, le parole sono importanti. Scrivere “garanzia soddisfatto al 100%” è diverso dallo scrivere “soddisfatto o rimborsato”, a parità di garanzia 🙂

Chiamata all’acquisto o alla registrazione

Siamo quindi giunti al blocco fondamentale di ogni landing page, o meglio dire sales page, la sezione dedicata alla call to action. Questa sezione solitamente riassume tutto quello che è stato detto precedentemente, si dichiara il prezzo del prodotto rispetto al suo reale valore, si possono offrire specchietti comparativi nel caso di più versioni del prodotto, specificare offerte pre-lancio, promozioni a tempo, inserire elementi di scarsità (solo i primi xx potranno accedere a), veramente sbizzarrirsi come meglio si crede.

Gli errori da evitare quando crei una landing page

Fino ora abbiamo visto quali sono le “best practice” da attuare quando stiamo creando la nostra landing page ora andiamo a vedere nel dettaglio anche quali sono gli errori più comuni che devi assolutamente evitare.

Non dare la possibilità all’utente di uscire

Quando un utente entra all’interno di una landing page le uniche azioni che dovrebbe poter compiere sono la call to action oppure tornare indietro sul browser. A mio avviso inserire menù del sito, link esterni, video con player esterni che rimandano alla piattaforma e video correlati ed ogni altro tipo di distrazione sono il male maggiore di una landing page.

Riduci al minimo i passaggi che portano alla conversione

Mi è capitato di vedere landing page che partivano da una pagina A, dove al suo interno c’era la prima call to action per vedere il prezzo che riportava ad una pagina B, dove poi era presente la possibilità di acquistare. Ora in questo caso probabilmente il marketer in questione voleva monitorare probabilmente la KPI legata a quanti erano interessati ed arrivavano fino al prezzo. A mio avviso meno sono i click che dividono l’utente dalla conversione e più sarà alto il tasso % di quest’ultima.

Landing page veloce e responsive

Ovviamente la tua landing page deve essere veloce nel caricamento e si deve adattare come layout ad ogni tipo di dispositivo sia esso mobile, tablet o desktop. Una landing page lenta e/o non adattabile graficamente converte molto meno rispetto, inoltre campagne come ad esempio quelle Adwords hanno un quality score influenzato anche da questi fattori.

Abbandona l’aziendalese, dai del tu ed utilizza slang di mercato

Lascia da parte ogni tipo di linguaggio aziendalese e comunica in prima persona con i tuoi potenziali clienti dando loro del tu. Non è quindi l’azienda che parla dando del lei ma è una persona che parla ad un altra persona. Inoltre nella comunicazione non aver paura nell’adottare termini tecnici legati al tuo mercato, dimostra ai tuoi potenziali clienti che parlate la stessa lingua.

Call to action chiare e ripetute

La call to action deve essere ben visibile e volendo può essere ripetuta anche più volte all’interno della landing page. Utilizza pulsanti d’impatto in grado di evidenziare al massimo la chiamata all’azione.

Sii realista con la tua offerta

Non cadere nell’esagerazione, formula la tua offerta in modo che sia percepita come reale e non troppo bella da non sembrare vera, ricorda poi ogni singola parola che hai scritto dovrà essere rispettata anzi ti dirò di più un buon prodotto o servizio in realtà offre sempre qualcosa in più rispetto le aspettattive generate.

Direi che per quanto riguarda i miei consigli sulla creazione di una landing page è tutto, spero ti siano stati d’aiuto, se vuoi aggiungerne di nuovi o se non sei d’accordo su qualche punto scrivimelo pure nei commenti.

Ispirato dalla scuola pitagorica, per gli articoli di questo blog i commenti sono chiusi.