NO engagement marketing, tra: Pitagora, gratificazioni istantanee e controintuzioni

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Te lo immagini Pitagora nella sua scuola che al termine della lezione afferma: “lasciate un like, mettete un commento e condividete, a 500 commenti terrò la prossima lezione”.

Bhè se conosci un minimo la storia di Pitagora, il Maestro tra i Maestri, saprai che nella sua scuola vigevano regole esattamente opposte.

Sto parlando infatti degli acusmatici, persone che dopo esser state ammesse nella scuola pitagorica per anni potevano solo ed esclusivamente ascoltare Pitagora, di cui ne udivano solo la voce senza vederlo in volto.

Perchè ti parlo di Pitagora?

Levando uno strano legame viscerale, direi animico, che mi lega a lui, ti parlo di Pitagora perchè la società in cui viviamo oggi è esattamente il completo opposto di quella che era la scuola pitagorica.

Scavando a fondo e osservando quello che avviene oggi nel 99,999% delle strategie di marketing, in particolar modo sui social, sono tutti pazzi per l’engagement.

Ma iniziamo dalle basi.

Cos’è l’engagement?

Se non lo sapessi la parola engagement significa coinvolgimento.

Tutti vogliono coinvolgerti in qualche azione che sia lasciare un like, iscriverti ad un canale, rispondere ad un sondaggio, o altro.

Questo, ripeto, vale per il 99,999% dei professionisti, delle aziende, dei brand con cui vieni a contatto.

La questione è molto semplice, più vieni coinvolto in queste azioni e più i loro prossimi messaggi arriveranno ai tuoi occhi, tutto questo perchè gli algoritmi alla base di piattaforme come Facebook, Instagram, Tik Tok, Linkedin, hanno tutto l’interesse nel mostrarti contenuti dove tu dedichi la tua attenzione e con cui interagisci.

Avere quindi tutti i giorni sotto gli occhi i contenuti di uno specifico brand di scarpe da running, farà si che nel momento in cui avrai bisogno di quel prodotto, con molte probabilità, la scelta sarà certa e questo è valido per un consulente, per una ditta e per ogni tipologia di settore.

Allo stesso modo un influencer su Instagram con un E.R. (engagement rate) – ovvero la % di persone che interagiscono rispetto al numero totale dei follower – molto alto potrà vendere sponsorizzazioni a prezzi più alti e con più facilità.

Viviamo infatti nell’era dell’attenzione, dove l’inclinazione del cellulare, la dilatazione della pupilla, il tocco sullo schermo e altri dati molto “sottili” vengono acquisiti da big company, che poi realizzeranno la prossima app o il prossimo social in grado di farci rimanere il più tempo possibile li sopra.

Fatta questa premessa, quello di cui voglio parlare oggi è un concetto controintuitivo che ho voluto esprimere con il nome di NO engagement marketing.

Un idea controintuitiva per approcciare al social media marketing

Ho sempre avuto la fissazione di voler andare controcorrente, e non per partito preso, ma semplicemente per vocazione innata.

Questo mi ha portato a sperimentare ed innovare in molti campi, le persone che lavorano con me o hanno avuto modo di farlo, sanno bene di che pasta sono fatto.

Vista questa mia indole, dopo aver avuto una visione, in un era in cui l’engagement è, quasi, tutto ho deciso di rinunciare completamente ad esso.

Infatti se sei tra gli utenti più attenti di questo sito avrai avuto modo di notare che in questo blog e nei video di youtube ho tolto la possibilità di commentare.

Avessi potuto togliere qualsiasi tipo di interazione verso i miei contenuti su qualsiasi piattaforma l’avrei fatto, ispirato proprio dalla scuola pitagorica..

Ma nel mondo di oggi, che vuole tenerci con la testa china, ingabbiati in schermi piatti, questo non è concesso.

Viviamo un web ormai ossessionato dalla gratificazione istantanea di un like, un commento, un impression su un video o su una stories, dove la vanity metrics conta molto di più del contenuto.

Quante volte hai visto il tuo guru preferito scrivere post dove stava per svelarti l’ennesimo tool o l’ennesima strategia segreta ma solo dopo che quel post avrebbe raggiunto XXX commenti con scritto “Guru”.

La cosa bella è che funziona. Un orda di automi, e lo dico con estremo rispetto senza offenderti se sei tra questi, è sempre lì pronta a commentare per poi fare cosa con quegli strumenti, quelle strategie, quei corsi?

Assolutamente nulla.

“Ok Daniele dove vuoi arrivare?”

Ancora un attimo di pazienza e capirai.

Lasciami premettere che per anni ho realizzato tutorial, risposto a commenti sul blog, partecipato a forum e community con l’intento di aiutare le persone, con molta probabilità continuerò a farlo ma non con chiunque in maniera indistinta.

Dopo oltre 12 anni di lavoro sul web e con le skills che ho acquisito ed i progetti che ho realizzato e gestito, non ho più voglia di rispondere a domande banali, verso cose scontate, molto spesso elargendo perle ai porci, per questo ci sono le nuove generazioni che è giusto facciano la loro gavetta.

Da qualche mese ormai solo due clienti storici ed il maestro Sergio hanno accesso a me, al mio know how, al mio tempo, alla mia attenzione.

Tutto il resto è noia.

“Daniele non ti sembra di star esagerando, chi ti credi di essere? E comunque ancora non sei arrivato al dunque”

Assolutamente no, non credo di esagerare anzi sono molto realista e “chi credo di essere” non devo dimostrarlo a te e a nessun altro.

Eccoci arrivati al dunque ora ti spiegherò il concetto alla base del NO Engage Marketing, e non mi stupirei se ben presto qualcuno lo facesse proprio, per rivenderlo alla sua cerchia di automi.

La base del NO Engage Marketing

Le fondamenta della mia teoria, che sto gia mettendo in pratica, sono molto semplici e si basano su una leva fortissima, il massimo della scarsità, sto parlando della completa assenza.

Questa non ha a che vedere con Cialdini, con “le ultime 100 copie rimaste”, “solo per i primi 10” o altre tecniche simili.

Voglio farti un esempio.

Ricordi quando uscirono i nutella biscuits?

Quello che accadde fu molto semplice, erano difficili da trovare, alcune persone compravano le confezioni a 3€ e le rivendevano a 10€, questo perchè c’era chi era disposto a pagare di più pur di avere quel prodotto.

Nei supermercati gli scaffali destinati ai nutella biscuits erano, e sono, facilmente identificabili e in quel periodo quello che si presentava erano solitamente degli scaffali completamente vuoti con solo la targhettina della nutella, completa assenza del prodotto e ben identificabile.

Oggi nella mente delle persone nonostante i supermercati siano ben forniti e questa scarsità sia ormai svanita, si è installata un ancora per cui i nutella biscuits sono i biscotti introvabili, e questo gli dona un prestigio non indifferente.

Credo che questa sia una delle operazioni di marketing più belle degli ultimi tempi, perchè un azienda come la Ferrero non ha e non aveva di certo problemi di produzione.

Allo stesso modo il NO Engage Marketing si basa sull’assenza, in questo caso l’assenza di poter manifestare la propria idea, di chiedere qualcosa, di condividere, un assenza che spezza completamente i meccanismi social a cui tutti siamo abituati.

Perchè NO Engage Marketing?

NO Engage Marketing perchè in questo modo le persone l’unica cosa che potranno fare è concentrarsi sul contenuto.

Non potranno dire la loro, manifestare le loro strambe idee, fare domande per cui la risposta è chiaramente data nel contenuto o peggio ancora manifestare il loro dissenso attraverso commenti di odio, mi riferisco ai famosi haters.

Pitagora sapeva di diffondere conoscenza in maniera accurata e non era un suo problema se le persone avessero capito o meno.

Immagino per un attimo di essere lì, in quel di Crotone, dopo una lezione del Maestro.

Il discepolo che non poteva porre domande, pena l’esclusione dalla scuola, apriva una discussione interna, con sé stesso, che lo spingeva a trovare le risposte che cercava.

Un vero “learning by doing”.

Il NO Engage Marketing trova i suoi seguaci solo tra chi vuole veramente spingersi oltre.

Per chi vuole veramente imparare dedicando il massimo delle proprie energie all’apprendimento.

Puoi capire meglio quello che intendo se ti è mai capitato di andare ad un corso o magari a scuola, quando qualcuno faceva domande talmente banali da essere quasi imbarazzanti, che però interrompevano l’intera lezione rallentando il processo di apprendimento dell’intero gruppo.

Il NO Engage Marketing è meritocratico, se hai le capacità, innate e non, per andare a fondo capirai, viceversa il Maestro non ti aiuterà.

I vantaggi del NO Engage Marketing?

Se hai un business o un attività online, mi meraviglio che tu sia arrivato a leggere fin qui.

Le mie parole con molta probabilità sono viste come vere eresie, ma del resto anche Galileo fu visto come un eretico.

Tornando al tempo degli schermi piatti, immagino che in ottica strategica questa assenza potrà portare enormi benefici ad un business in particolare se questo è legato alla condivisione di “know how” ma non eslcudo applicazioni in ogni campo.

I vantaggi possono essere diversi come:

  • Risparmio di tempo ed energie per rispondere ai commenti. Tempo ed energie che si potranno dedicare alla creazione di nuovi contenuti.
  • Focus totale sul valore dei contenuti condivisi e ancor di più dei momenti di confronto.
  • Taglia completamente fuori tutte quelle persone che cercano scorciatoie e trucchetti.
  • Engagement alle stelle in quei momenti in cui si darà la possibiltà di interagire.
  • Creare un gruppo di persone altamente preparata con cui in futuro potersi confrontare.

Infatti nella mia idea questa strategia troverà di tanto in tanto piccole interruzioni.

Momenti rari in cui un fan, un lettore, un haters, potrà interagire.

Ma questo lo scopriremo più avanti.

Conclusione

Per riassumere il NO Engage Marketing si basa sull’assenza di confronto ed è l’ideale per chiunque abbia “know how” da condividere, in questa strategia, si possono pianificare rare e centillinate occasioni in cui il professionista interagisce con chi lo segue, che a quel punto, si presuppone sarà un pubblico ben segmentato di persone che stimano il suo lavoro.

Con questo articolo riprendo a scrivere sul mio blog dopo diverso tempo.

Nel corso degli ultimi anni ho dedicato e sto dedicando tutte le mie energie per approfondire le D.L.T. (distributed ledger technology) e allo stesso tempo non mi sono mai fermato un minuto nel mettere in pratica il marketing e tutto quello che ne concerne.

Ho intenzione di portare tanti contenuti di valore, come ho sempre fatto, per aiutare le persone a muoversi nel web e non solo, e non rivoluzionando le regole del gioco ma creandone uno a cui non hai mai giocato..

Chiunque vorrà ascoltare e leggere potrà farlo in qualsiasi momento per tutti gli altri è pieno di Guru che non vedono l’ora di avere un like e un commento sotto il post dell’ultimo corso che vogliono vendervi.

Ispirato dalla scuola pitagorica, per gli articoli di questo blog i commenti sono chiusi.