Quale autoresponder scegliere per fare email marketing?

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Una delle prime scelte da fare quando si vuole iniziare a fare email marketing è quella dell’autoresponder. L’autoresponder è lo strumento attraverso il quale puoi comunicare con i contatti delle tue mailing list in maniera automatica. In questo articolo vedremo le caratteristiche che deve avere un buon autoresponder e quali sono quelli più famosi.

Verified opt-in o no?

Un buon autoresponder deve permetterti di avere la funzione verified opt-in, oggi quasi tutti hanno questa funzione disponibile. Il verified opt-in ti permette di confermare l’iscrizione alla tua mailing list. Un esempio pratico lo hai proprio sul mio sito, infatti una volta che inserisci nome ed email, non vieni automaticamente inserito nella mailing list ma prima ricevi una mail di conferma, una volta confermata l’iscrizione allora i tuoi dati verranno messi nella lista. Praticamente il percorso si svolge come segue:

  1. Inserisci nome ed email (e/o altri dati)
  2. Appena clicchi sul pulsante per iscriverti vieni redirezionato su una pagina di ringraziamento, nota come “thank you page”, in cui ti dico di confermare il tuo indirizzo.
  3. Quando apri la tua mail e clicchi sul link di conferma, vieni redirezionato su una “success page”, dove ti confermo l’avvenuta iscrizione. Questa pagina è quella dove puoi rendere scaricabili ebook, video o altri materiali gratuiti che offri per l’iscrizione alla tua mailing list.

L’uso del verified opt-in oltre ad essere obbligatorio per la legislazione italiana, ti è utile perchè così avrai solo indirizzi mail reali e consensienti a ricevere tue comunicazioni.

L’importanza delle automazioni nell’autoresponder

La possibilità di avere le automazioni in un autoresponder è una delle caratteristiche più utili, vediamo meglio cosa sono queste automazioni.

  1. Supponiamo di voler vendere un videocorso.
  2. Dopo aver creato il nostro sito, con blog e squeeze page, iniziamo a prendere indirizzi email e a costruire la mailing list di potenziali clienti.
  3. Attraverso accurati follow-up, ben studiati, proporremo l’acquisto del nostro videocorso.
  4. Se siamo stati bravi una percentuale dei nostri potenziali clienti diventeranno clienti veri e propri
  5. A quel punto non ha più senso avere dei clienti reali in una lista di potenziali clienti, in quanto continuerebbero a ricevere comunicazioni legate alla vendita del videocorso che hanno già acquistato, mentre sarebbe opportuno inviargli comunicazioni legate al post-vendita

E’ in questo step che ci vengono in aiuto le automazioni. Quando il cliente acquisterà il nostro videocorso gli faremo compilare un secondo form, legato alla mailing list “clienti” ed attraverso le automazioni creeremo una regola che farà in modo che chi è iscritto alla lista “clienti” deve essere cancellato da quella dei “potenziali clienti”.

In tutto ciò è bene avere sempre un listone centrale dove abbiamo sia i potenziali clienti (lead) che i clienti veri e propri, in questo modo se dobbiamo fare una comunicazione massiva possiamo scrivere al nostro listone centrale che li racchiude tutti.

Follow-up e broadcast: le differenze!

Un buon servizio di autoresponder permette di inviare sia dei follow-up che dei broadcast, vediamo quali sono le differenze. I follow-up sono delle email programmate nel tempo che vengono inviate in maniera automatica, mi spiego meglio, tizio si iscrive oggi alla nostra newsletter in maniera del tutto automatica riceverà una serie di email che abbiamo già scritto, salvato e programmato per essere inviate ad intervalli di tempo che siamo sempre noi a definire, ad esempio una mai subito dopo l’iscrizione, una a distanza di due giorni, e così via.

Solitamente si consiglia di non inviare troppe email puramente promozionali, ma lo scopo deve essere quello di dare informazioni, insomma di portare valore aggiunto a chi si è iscritto facendogli capire che in questo modo riceve del materiale esclusivo per gli iscritti e di tanto in tanto qualcosa di promozionale, magari con offerte esclusive dedicate proprio agli iscritti.

Il broadcast invece è l’invio di una mail non programmata a tutta l’attuale lista, ovvero se io invio ora un broadcast lo riceveranno solo gli attuali iscritti, utile per comunicare news immediate senza doverle mettere nella sequenza di follow-up.

Quali sono i più noti autoresponder sul mercato?

Premesso che non è obbligatorio avere un servizio esterno come quelli che andrò ad elencare, ma che è possibile gestire newsletter anche attraverso moduli e o plugin per il tuo CMS, i più noti servizi di autoresponder sono:

In realtà ci sarebbero anche altri brand ma questi tre li ho tutti testati personalmente e mi sono trovato sempre molto bene, a mio avviso il migliore è Aweber, ma vabbè io sono un nostalgico.

Direi che come prima panoramica sugli autoresponder possiamo chiudere qui, e ci sarà sicuramente modo in seguito di continuare a trattare questi argomenti, degli autoresponder nello specifico e dell’email marketing in generale. Per qualsiasi domanda resto sempre a completa disposizione.

 

Ispirato dalla scuola pitagorica, per gli articoli di questo blog i commenti sono chiusi.